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La didattica secondo Brigata Cultura

Uno degli obiettivi che noi di Brigata Cultura abbiamo sempre avuto fin dall’inizio delle nostre attività è quello di far sì che la nostra passione per il territorio, per la cultura e per l’arte non coinvolgesse soltanto i nostri affezionati visitatori over 18, ma entrasse nel cuore anche dei più piccini. Negli anni abbiamo così avuto il piacere di dialogare con decine di classi di differente ordine e grado, attraverso laboratori e visite guidate, riguardanti differenti aree tematiche. Il panorama torinese in tal senso si è rivelato ancora una volta ricco di opportunità di approfondimento: materie quali storia, educazione civica, educazione ambientale, interculturalità e, ovviamente, la nostra tanto amata storia dell’arte, hanno trovato stimolanti riscontri nelle collezioni pubbliche e private del territorio.

Le attività organizzate spesso comprendono una o più giornate di laboratori in classe, durante le quali vengono introdotti i vari argomenti poi discussi insieme agli studenti attraverso giochi, quiz, disegni: tutto materiale preparato con cura appositamente  per coinvolgere al meglio bambini e ragazzi. Questi incontri si rivelano sorprendenti non solo per gli alunni, ma anche per noi educatori che ogni volta rimaniamo estasiati da come concetti spesso difficili e complessi, che anche gli adulti più preparati fanno fatica a padroneggiare, risultino invece cristallini ai giovani occhi dei nostri ascoltatori, che con adorabile candore ci offrono letture fresche e affascinanti. Il laboratorio si concretizza sempre in un momento di produzione personale, in cui gli studenti sono invitati a mettere in pratica in maniera concreta le nozioni apprese e le idee emerse. E noi, ogni volta, arricchiamo la nostra preziosa “collezione” di disegni e scritti elaborati dalla fantasia più vivida di tutti gli alunni incontrati!

Momento culmine delle attività didattiche sono poi le uscite o le gite, in cui i ragazzi hanno finalmente la possibilità di ammirare dal vivo quanto precedentemente analizzato insieme in classe in modo teorico. Ormai abbiamo perso il conto delle passeggiate attraverso la Torino romana, medievale, barocca o contemporanea, ma ogni volta l’emozione è la stessa. Per la maggior parte dei nostri piccoli visitatori questi momenti costituiscono ricordi fondamentali della loro infanzia, occasioni di sperimentazione di nuovi spazi e di familiarizzazione con la città che, vista l’età, spesso conoscono ancora poco o solo in parte. Per i più grandi, è il momento di guardare con altri occhi qualcosa che magari conoscono già, ma solo superficialmente.Altrettanto interessanti si rivelano le visite guidate alle numerose collezioni del territorio, che, in alcuni casi, costituiscono anche il primo incontro dei bambini con un museo. In un misto di emozione e stupore, eccoli quindi ammirare i reperti del Museo Archeologico, le pitture stravaganti della Gam o le preziose stanze di Palazzo Madama.

E ovvimente un posto speciale nel cuore di tutti noi è occupato dal Museo Egizio, meta prediletta delle scuole primarie, in cui i bambini possono finalmente osservare di persona gli oggetti e le suppellettili trattate già con numerosi approfondimenti durante il canonico programma scolastico. Ecco che quindi spesso sono i ragazzi stessi a riconoscere gli oggetti posti all’interno delle vetrine, descrivendone con estrema dovizia di particolari la storia e le funzioni. Cionondimeno, è sempre emozionante vedere una quarantina di occhi sbarrati di fronte alla parrucca di Merit, alla mummia di coccodrillo o a uno dei tanti reperti curiosi che il Museo svela sala per sala.

La didattica per i più giovani si rivela ogni giorno un’attività che, se da un lato ci gratifica enormemente, dall’altro ci rende consapevoli dell’importanza del nostro operato, della responsabilità che abbiamo deciso di assumerci nel voler cercare di far crescere nell’animo degli studenti l’interesse per la cultura, il desiderio di confronto con realtà diverse dalla nostra, la consapevolezza dell’importanza del bagaglio storico del nostro paese e della necessità di proteggerlo e conservarlo, nella speranza che le nuove generazioni si appassionino alla ricerca della conoscenza e della bellezza, come noi!

Sara Vescovo

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